METODO

 

perché lavoriamo come lavoriamo

auroraMeccanica nasce come studio di produzione audiovisivi a Pisa nel 2007, ma dal 2008 si trasferisce in pianta stabile a Torino, fondando il co-working di San Salvario Ohne Title Lab.

 

In questi primi 10 anni di attività, il collettivo artistico ha sperimentato tecnologia, ricerca estetica e impegno sociale nelle installazioni interattive, prima in progetti di natura puramente artistica e poi, man mano, in progetti su commissione per musei ed enti profit e no-profit.

 

Il nostro metodo mette al centro la partecipazione attiva del pubblico: poetica, estetica e tecnologia sono al servizio del coinvolgimento emotivo dello spettatore.

 

L’opera è il percorso: la tecnologia è invisibile, al servizio dello stupore e dell’emozione, funzionale all’obiettivo dell’installazione, che cambia di volta in volta, in base alle esigenze del committente e in linea con le possibilità di spazio e azione a disposizione.

 

In tutte le installazioni site-specific e gli allestimenti interattivi museali di auroraMeccanica lavoriamo per “suggerire l’invisibile”: oggi il museo non è più solo luogo materiale della cultura, ma sempre più un vero e proprio habitat culturale, un luogo di relazione da un lato tra l’apparato elettronico, il virtuale e lo spazio fisico, dall’altro di relazione tra la tematica ed il vissuto del visitatore.

 

Allestire uno spazio museale non vuol dire più solo ottimizzare gli spazi per ospitare gli oggetti: si passa dall’oggetto al racconto intorno all’oggetto, per dare maggior spazio alla relazione che il visitatore instaura con l’oggetto stesso.

 

Le tecnologie multimediali hanno la capacità di evocare contesti e narrazioni altrimenti impossibili: l’uso del multimediale valorizza i contesti che ambientano il reperto alla sua origine, enfatizza i gesti che accompagnano la sua vicenda, ricompone una storia intorno in grado di contestualizzarlo, facendolo uscire dalla sua immobile sacralità.

La valenza evocativa ed emotiva del multimediale amplifica la valenza didattica dei percorsi museali.

 

La scelta della narrazione multimediale trasforma l’allestimento nel set cinematografico dell’azione del visitatore: entrare nel museo diventa in questo modo entrare in una storia, non solo da leggere e guardare, ma da vivere.

 

Metodologia del multimediale

 

- ruolo attivo e partecipativo dello spettatore: le opere diventano esperienza, più che dato rappresentato, configurandosi esse stesse come contenitori, dentro cui lo spettatore viene coinvolto. La collezione museale diventa un racconto dove lo spettatore viene chiamato ad un ruolo attivo, co-protagonista di un sistema che amplifica e sfrutta le sue potenzialità cognitive e sensoriali.

- dimensione socializzante e rituale: la progettazione degli ambienti e dell’allestimento delle opere si adatterà ad una fruizione collettiva più che individuale, dove le scelte siano esperienze di più persone, il racconto proceda per causa di più decisioni, in modo che accanto alla relazione uomo tecnologia, rimanga anche quella tra uomo e uomo.

- dispositivi tecnologici non esibiti: la predisposizione di spazi all’interno dei quali i dispositivi tecnologici non siano esibiti, ma facciano sentire i loro effetti. Abbassare l’apparenza delle macchine ed aumentare la sensibilità dell’ambiente, così da creare una condizione di normalità e familiarità.

- interfacce naturali: la sperimentazione di dispositivi interattivi che reagiscano senza l’uso di protesi tecnologiche (mouse, tastiere, etc.), ma attraverso l’uso di modalità comunicative tradizionali, usando il tatto, la voce, un gesto, così da creare una maggiore familiarità nella fruizione dei contenuti multimediali.

 

auroraMeccanica snc  - Via Principe Tommaso 11/D Torino   p.iva 11430410016    REA n. 1212824 CCIAA Torino

 e-mail: info@aurorameccanica.it   pec: aurora.meccanica@pec.it   ALL  RIGHT RESERVED

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